venerdì 28 settembre 2012

LA SAGGEZZA DEGLI AVI



Riporto alcuni brani di un'intervista al sociologo Bauman che, dall'alto dei suoi 87 anni, ci offre una panoramica acuta e disincantata sull'attuale situazione sociale e politica a livello globale. La sua opinione, forse eccessivamente drastica riguardo ai possibili scenari futuri, resta ampiamente condivisibile per quel che concerne l'analisi di certune situazioni.
L'intervista completa è disponibile sul sito LETTERA43.

"Al momento, siamo in una fase di divorzio tra politica e potere. Il potere è la capacità di fare determinate cose, la politica è la capacità di decidere quali cose devono essere fatte per il Paese. Se 50 anni fa politica e potere erano nelle mani dei governi, oggi il potere è stato globalizzato. Ma la politica no, è nazionale. O, al limite, internazionale."
Tradotto: Il potere economico, anni fa, doveva necessariamente curarsi della politica nazionale perché ad essa legato. Oggi il potere economico (vendita su mercato) e la forza lavoro sono globalizzati, non più legati al territorio.


"D. Oltre ai consumi che le masse non possono più permettersi, la crisi globale sta distruggendo lo stato sociale.R. Tutti i governi lo stanno smantellando, socialdemocratici e di centrodestra. Come per i premier eletti, la scomparsa dello stato sociale non è né di destra, né di sinistra. Del resto, non lo fu neanche sua creazione.D. Da cosa nacque lo stato sociale?R. L'idea che la comunità venisse incontro nei momenti di difficoltà si concretizzò, in modo particolare, dopo la terribile esperienza della Seconda guerra mondiale.D. Tutti ne uscirono a pezzi.R. Al di là della destra e della sinistra, si arrivò alla conclusione di aver tutti bisogno dell'aiuto reciproco. I lavoratori, ma anche i capi. L'uno dipendeva mutualmente dall'altro.D. Perché mai il padrone, the boss, dipendeva dagli operai?R. Allora il capitalismo aveva ancora bisogno di lavoratori locali. Era interesse del boss tenere la sua potenziale forza lavoro in buone condizioni. Buona salute, buona istruzione, buona forma. Magari anche una buona auto per andare al lavoro!"
Tradotto: Fabbricare roba Made in Italy in Cina è un male. Con tutto il rispetto non serviva un sociologo, bastava un operaio in cassa integrazione.


"Nell'era dei consumi, anche l'etica e la moralità sono state commercializzate. In un'epoca dove sei rintracciabile ovunque e, pena il licenziamento, devi fare gli straordinari per il tuo capo, ti senti molto in colpa, per non essere un partner presente, un buon padre o una buona madre.
D. E allora?R. Allora arrivano in soccorso i negozi. Con i regali cerchi di compensare i bisogni della tua famiglia. Come un prozac, sedano il tuo inappagato impulso morale.D. Ma non risolvono i problemi.R. Affatto. Scambiando i regali come tranquillanti, non sentirai mai che le relazioni umane vanno in pezzi. Togliendo il dolore, non cercherai più la guarigione e diventerai patologico.D. Parla della situazione attuale? R. Riducendo gli scrupoli morali ed evitando di affrontare i problemi, siamo arrivati dove siamo arrivati.
Tradotto: Spinti da forze molto al di sopra delle nostre teste, siamo arrivati ad un modello work, buy, die. E per questo sì, serviva un sociologo.